Per una clinica del Reale

Cosa succede nella nella stanza d’analisi?

La parola è ciò che muove il mondo. Produce un effetto sull’individuo, e la fase iniziale dell’analisi è fatta di retorica. Ma dove si giunge durante un percorso?

Proprio perché le parole hanno un senso, andare oltre questo senso deve portare a un contatto con l’inconscio reale. Ciò che muove il senso iniziale arriva alla PULSIONE.

La pulsione non cerca senso, ma soddisfazione, ed è ciò che dà senso alla pratica clinica al di là dell’interpretazione, come un godimento che si ripete.

Prima ancora di nascere siamo assoggettati da un Altro di natura simbolica. Basti pensare a quanto un bambino venga investito di aspettative prima della nascita. La psicoanalisi deve avere come obiettivo quello di costituire un soggetto capace di accedere al reale della propria vita, a-soggettato.

Ma prima di giungere a ciò, il soggetto stesso, nella stanza d’analisi, è portato a riconoscere quel tratto che lo rende essenziale.

Spinoza parla di Acquiescentia in se ipso, ossia “una gioia con la coscienza di sé come causa”.

E’ importante iniziare questo percorso definendo cosa si possa aspettare un soggetto che entra all’interno della stanza d’analisi. Un sentimento di spaesamento è necessario, in quanto è come un salto nel vuoto del conoscersi. E per conoscersi, è proprio lì che bisogna insistere, su quel vuoto.

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Sono Matteo

Benvenuti sul mio sito! In questo piccolo spazio pubblicherò articoli inerenti al mondo della psicologia, volto non solo a trattare temi importanti, ma anche a farmi conoscere.

Sono uno Psicoanalista Lacaniano in formazione, e sono disponibile per consulenze psicologiche, prevalentemente online, via zoom.